La Scuola, da sempre caratterizzata come centro specializzato per il pieno recupero dei bambini non udenti, ha voluto perseguire la loro completa riabilitazione anche attraverso l'integrazione con bambini normo-udenti.
Con i coetanei udenti l'alunno sordo è stimolato alla comunicazione verbale e alla spontaneità dei rapporti; può fruire delle stesse opportunità, imparare a rapportarsi con loro. Nello stesso tempo, vivendo continuamente a contatto con altri compagni sordi, evita l'isolamento comunicativo e psicologico, in cui potrebbe venire a trovarsi se inserito in un contesto esclusivamente di udenti e scopre di non essere un bambino con handicap: si trova a far parte di un gruppo che utilizza una diversa modalità comunicativa, quella visiva, e a vivere "situazioni socializzanti e gratificanti che lo aiutano a realizzare un considerevole adattamento alla sua diversità" a costruirsi "un’immagine di sé più positiva",….a crescere con "maggior maturità, responsabilità, indipendenza, socievolezza e con reazioni emotive appropriate"….e, infine, ad utilizzare un canale di comunicazione che assolve funzioni cognitive, linguistiche e sociali, con competenze più vicine a quelle dei bambini che sentono.
Allo stesso tempo agli alunni udenti viene offerta l'opportunità di confrontarsi, capire e accogliere il diverso, nella condivisione positiva delle attività formative e delle relazioni quotidiane.
Come Scuola Cattolica è suo compito l'elaborazione e la trasmissione della concezione cristiana dell'uomo, del mondo e della storia, allo scopo di aiutare gli alunni a trovare nella persona di Cristo la pienezza dei valori e risposte di senso alla vita (cfr. Progetto Educativo di Istituto).
E' chiamata a svolgere un servizio educativo, come dice Giovanni Paolo II nella nota pastorale della CEI n.60, 1991, “volto a formare personalità giovanili, ricche di interiorità, dotate di forza morale e aperte ai valori della giustizia, della solidarietà e della pace, capaci di usare bene della propria libertà”.