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Scuola Figlie della Provvidenza PDF Stampa E-mail

La scvuola è ubicata nella frazione di Santa Croce, fuori dal centro urbano di Carpi. L’edificio scolastico, una villa costruita nel 1688 dall’architetto Francesco Manzini  per la famiglia Caleffi, è posta al centro di un ampio parco attrezzato con giochi e spazi per attività sportive, ricreative e di ricerca.
La realtà socio-ambientale in cui opera la scuola è quella di una città di medie dimensioni che vede  la prevalenza di attività di tipo commerciale e terziario, nate da una tradizione industriale nel settore tessile e nell’attività agricola che offre prodotti pregiati.
Tutto ciò ha generato un significativo livello economico, che è diffuso in larga parte della popolazione.

L’Istituto si rivolge a un bacino di utenza ampio e diversificato, anche per la presenza dei bambini  non-udenti  che provengono da tutto il territorio nazionale.
L'Istituto Figlie della Provvidenza, fondato a Modena nel 1828 da don  Severino Fabriani, per rispondere alle esigenze educative dei bambini sordi, dall'anno  1952 ha una sede distaccata a S. Croce di Carpi.

Dalla fine degli anni '70 è in atto un progetto di integrazione tra alunni sordi e  normo-udenti, sia a livello di Scuola dell'Infanzia che di Scuola Primaria.
La Scuola, da sempre caratterizzata come centro specializzato per il pieno  recupero dei bambini non udenti, ha voluto perseguire la loro completa  riabilitazione anche attraverso l'integrazione con bambini normo-udenti.

Con i coetanei udenti l'alunno sordo è stimolato alla comunicazione verbale e alla spontaneità dei rapporti; può fruire delle stesse opportunità, imparare a rapportarsi con  loro. Nello stesso tempo, vivendo continuamente a contatto con altri compagni sordi, evita  l'isolamento comunicativo e psicologico, in cui potrebbe venire a trovarsi se inserito in un  contesto esclusivamente di udenti e scopre di non essere un bambino con handicap: si  trova a far parte di un gruppo che utilizza una diversa modalità comunicativa, quella  visiva, e a vivere "situazioni socializzanti e gratificanti che lo aiutano a realizzare un  considerevole adattamento alla sua diversità" a costruirsi "un’immagine di sé più  positiva",….a crescere con "maggior maturità, responsabilità, indipendenza, socievolezza  e con reazioni emotive appropriate"….e, infine, ad utilizzare  un canale di comunicazione  che assolve funzioni cognitive, linguistiche e sociali, con competenze più vicine a quelle  dei bambini che sentono.

Allo stesso tempo agli alunni udenti viene offerta l'opportunità di  confrontarsi, capire e accogliere il diverso, nella condivisione positiva delle attività  formative e delle relazioni quotidiane.

Come Scuola Cattolica è suo compito l'elaborazione e la trasmissione della  concezione cristiana dell'uomo, del mondo e della storia, allo scopo di aiutare gli  alunni a trovare nella persona di Cristo la pienezza dei valori e risposte di senso  alla vita (cfr. Progetto Educativo di Istituto).
E' chiamata a svolgere un servizio educativo, come dice Giovanni Paolo II nella  nota pastorale della CEI n.60, 1991, “volto a formare personalità giovanili, ricche di  interiorità, dotate di forza morale e aperte ai valori della giustizia, della solidarietà e della  pace, capaci di usare bene della propria libertà”.

 
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